La traduzione giurata come perizia stragiudiziale – Teoria

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Che cos’è la traduzione giurata?

Vi hanno richiesto una traduzione giurata in tribunale: ma di cosa parliamo esattamente?

Innanzi tutto è necessario distinguere gli ambiti in cui il traduttore può essere chiamato a svolgere dei servizi in tribunale: quello giudiziale e quello stragiudiziale.

Nell’ambito giudiziale, quindi quando è in corso un procedimento civile o penale, il traduttore è chiamato a fungere da perito. Ha il compito di essere ausiliario del giudice, e cioè di fornire la consulenza richiesta nel proprio ambito di conoscenze tecniche, come spiega esaustivamente in questo articolo Maria Antonietta Ferro.

Nell’ambito stragiudiziale, il traduttore può invece fornire il proprio servizio nella traduzione giurata di atti e documenti commissionati da privati, studi notarili e legali, o studi professionali.

Quindi, quando al traduttore viene commissionata una traduzione giurata da un privato, quello che si richiede è una perizia stragiudiziale che dovrà essere giurata presso la Cancelleria Civile del Tribunale o presso la Cancelleria del Giudice di Pace.

In questo caso, trattandosi di una destinazione extragiudiziale, non è obbligatoria l’iscrizione del traduttore presso l’Albo dei periti del Tribunale (Albo C.T.U. – Consulente Tecnico d’Ufficio), elenco da cui vengono incaricati interpreti e traduttori in ambito giudiziale.

Tipi di perizia

Nel caso della perizia stragiudiziale giurata, il traduttore, così come ogni libero professionista che debba giurare una perizia, ad esempio i geometri, è chiamato a certificare la veridicità delle informazioni in essa riportate.

Approfondiamo ora ulteriormente il significato di “perizia giurata”. Infatti una perizia può essere: semplice, asseverata o giurata.

Nella perizia semplice il tecnico o il professionista redige un’analisi di una determinata circostanza e la sottoscrive.

Nella perizia asseverata, l’analisi tecnica viene sottoscritta con l’aggiunta di una formula per l’assunzione di responsabilità del perito. Il professionista si assume quindi la responsabilità penale per eventuali informazioni false contenute nella perizia.

La perizia giurata è invece un documento che viene sottoscritto dal professionista, con l’ulteriore aggiunta del Verbale di Giuramento, che contiene la formula “Giuro di aver bene e fedelmente adempiuto all’incarico affidatomi al solo scopo di far conoscere la verità”, sottoscritto davanti al Cancelliere del Tribunale o del Giudice di Pace, e sottoscritta anche dal cancelliere stesso.

Responsabilità penale della traduzione giurata

Cosa comporta la perizia giurata? Che la traduzione viene asseverata (si garantisce la veridicità e la conformità delle informazioni riportate) e al contempo giurata (si giura di avere bene e fedelmente adempiuto ai propri obblighi). Esiste quindi la responsabilità penale del traduttore rispetto alla veridicità del contenuto della perizia, nel nostro caso quindi, della traduzione giurata effettuata, e anche verso il pubblico ufficiale che raccoglie il giuramento. In caso di falso giuramento si configura il reato di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico: chiunque attesta falsamente al pubblico ufficiale, in un atto pubblico, fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità è punito con la reclusione fino a due anni (Art. 483 del Codice Penale)Inoltre il falso ideologico presuppone il dolo, cioè la volontà di compiere il fatto venendo meno all’obbligo di dichiarare il vero. Il falso quindi non è causato da negligenza o leggerezza di condotta (puoi approfondire l’argomento qui).

Riferimenti normativi della traduzione giurata

La traduzione come perizia stragiudiziale viene regolata dalle seguenti norme:

Articolo 5 del Regio Decreto n° 1366 del 09/10/1922, ancora in vigore come disposto dall’articolo 1, comma 1 del Decreto Legislativo n° 179 del 01/12/2009 in combinato con l’allegato 1 dello stesso decreto, dove si stabilisce che «gli atti notorii e i verbali di giuramento di perizia stragiudiziali, sono ricevuti dal cancelliere, eccettuati i casi nei quali le disposizioni in vigore riecheggiano che l’atto notorio sia formato davanti al magistrato».

Possono “ricevere” il giuramento tutti i Cancellieri degli Uffici Giudiziari, compresi quelli addetti agli Uffici del Giudice di Pace, senza alcuna distinzione, neppure quella territoriale. Ciò trova conferma nella nota n° 1622/99/U del 16 giugno 1999 del Ministro di Grazia e Giustizia, Affari civili.

La traduzione di atti dalla lingua italiana in lingua straniera (e viceversa) è regolata da:

D.P.R. 3 novembre 2000, n. 396

“Regolamento per la revisione e la semplificazione dell’ordinamento dello stato civile, a norma dell’articolo 2, comma 12, della L. 15 maggio 1997, n. 127.”

Il Titolo V è dedicato ai documenti presentati all’ufficiale di stato civile. All’articolo 22, comma 1 leggiamo:

22. Traduzione del contenuto di documenti.

1. Fermo restando quanto stabilito da convenzioni internazionali, i documenti scritti in lingua straniera devono essere accompagnati da una traduzione in lingua italiana che deve essere certificata conforme al testo straniero dall’autorità diplomatica o consolare ovvero da un traduttore ufficiale o da un interprete che attesti con giuramento davanti all’ufficiale dello stato civile la conformità al testo straniero.

D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445

“Disposizioni legislative in materia di documentazione amministrativa. (Testo A).”

Articolo 33 – Legalizzazione di firme di atti da e per l’estero

Comma 3 – Agli atti e documenti indicati nel comma precedente, redatti in lingua straniera, deve essere allegata una traduzione in lingua italiana certificata conforme al testo straniero dalla competente rappresentanza diplomatica o consolare, ovvero da un traduttore ufficiale.

Il traduttore ufficiale

Dal momento che in Italia non esiste il traduttore giurato ufficiale, figura che invece esiste in paesi europei, ad esempio in Spagna (traductor jurado), e le cui competenze vengono testate tramite un esame di stato, né tantomeno un Albo Professionale, la Circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 15.12.1980 tiene a precisare che: “Per traduttori ufficiali devono intendersi tutti coloro in grado di fornire una traduzione ‘ufficiale’ di un testo straniero, e cioè quei soggetti che, particolarmente competenti in lingue straniere, sono in grado di procedere ad una fedele versione del testo originario fornendo ad essa il crisma della ‘ufficialità’ in forza di una preesistente abilitazione (iscrizione agli albi) o mediante successive procedure (es. giuramento)”.

In conclusione

Per concludere possiamo quindi definire la traduzione giurata una traduzione a cui viene allegato un verbale di giuramento sottoscritto dal Traduttore stesso, in veste di perito, e dal Cancelliere del Tribunale, che attesta la correttezza della pratica del giuramento. La traduzione giurata comporta una responsabilità penale quando con intenzione dolosa si presta falso giuramento. Trattandosi di materia stragiudiziale, il traduttore non deve obbligatoriamente essere iscritto all’Albo CTU del Tribunale, ed in mancanza di un vero e proprio albo professionale per Traduttori e Interpreti, abbiamo visto che chiunque abbia competenze linguistiche in grado di fornire una traduzione conforme e fedele al testo originale può prestare giuramento in veste di traduttore ufficiale.

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